Il manifesto ufficiale...!
sabato 22 agosto 2009
La trama di
"TEMPI MODERNI"
Charlot, operaio in una grande fabbrica metalmeccanica, la Electro Steel Corporation, è addetto a un nastro convogliatore. Il lavoro alla catena di montaggio ha ritmi pesanti e tutto accade sotto gli occhi del padrone, grazie a un Impianto televisivo a circuito chiuso. la legge del profitto non solo porta ad accelerare continuamente i ritmi di lavoro ma induce anche a escogitare una macchina per l'alimentazione automatica degli operai, al fine di evitare ogni tipo di pausa:
Charlot è la cavia per l'esperimento, che si conclude con un disastro. Un giorno, mentre lavora alla catena di montaggio, Charlot ha una crisi da "esaurimento nervoso" e questo lo induce a ripetere meccanicamente i gesti cui è stato costretto. Finisce in manicomio e, una volta dimesso, conosce la disoccupazione, quella della Grande Crisi. Nel corso di uno scontro tra operai e polizia, per un equivoco, viene ritenuto il capo dei dimostranti e arrestato. In prigione, sotto l'effetto della cocaina che ha involontariamente assunto, impedisce una rivolta di detenuti, ciò gli consente di ottenere una posizione privilegiata, ma purtroppo anche... un'anticipata scarcerazione. Di nuovo disoccupato incontra "una figlia del porto che si rifiuta di patire la fame" (la "monella"), una ragazza che, orfana di madre, perde ben presto anche il padre e che, per non finire con le sorelle in un orfanotrofio, si unisce a lui. Insieme andranno a vivere, però in "camere separate", in una baracca. Ora, la fabbrica riapre, ma solo per il tempo necessario a farsì che Charlot si esibisca nel gag della manutenzione dell'enorme macchina.
Poi l'operaio trova impiego come guardiano notturno in un grande magazzino. Qui, dopo aver vissuto con la monella per qualche ora da "signore", viene sorpreso da alcuni ex compagni di lavoro nella nuova veste di scassinatori, e tutto finisce con un ennesimo licenziamento. Mentre Charlot cerca la propria "liberta" facendosi di nuovo incarcerare, la monella viene ingaggiata come fantasista in un cabaret; in seguito riuscirà a far assumere anche Charlot nella duplice veste di cameriere e cantante. Sarebbe la felicità se l'intervento della polizia, che vorrebbe portare la rafazza in orfanotrofio, non costringesse i due a una nuova fuga. Questa volta lontano dalla città, dai "tempi moderni", e con un motto di speranza: "Non darti per vinta, ce la caveremo".
Charlot è la cavia per l'esperimento, che si conclude con un disastro. Un giorno, mentre lavora alla catena di montaggio, Charlot ha una crisi da "esaurimento nervoso" e questo lo induce a ripetere meccanicamente i gesti cui è stato costretto. Finisce in manicomio e, una volta dimesso, conosce la disoccupazione, quella della Grande Crisi. Nel corso di uno scontro tra operai e polizia, per un equivoco, viene ritenuto il capo dei dimostranti e arrestato. In prigione, sotto l'effetto della cocaina che ha involontariamente assunto, impedisce una rivolta di detenuti, ciò gli consente di ottenere una posizione privilegiata, ma purtroppo anche... un'anticipata scarcerazione. Di nuovo disoccupato incontra "una figlia del porto che si rifiuta di patire la fame" (la "monella"), una ragazza che, orfana di madre, perde ben presto anche il padre e che, per non finire con le sorelle in un orfanotrofio, si unisce a lui. Insieme andranno a vivere, però in "camere separate", in una baracca. Ora, la fabbrica riapre, ma solo per il tempo necessario a farsì che Charlot si esibisca nel gag della manutenzione dell'enorme macchina.
Poi l'operaio trova impiego come guardiano notturno in un grande magazzino. Qui, dopo aver vissuto con la monella per qualche ora da "signore", viene sorpreso da alcuni ex compagni di lavoro nella nuova veste di scassinatori, e tutto finisce con un ennesimo licenziamento. Mentre Charlot cerca la propria "liberta" facendosi di nuovo incarcerare, la monella viene ingaggiata come fantasista in un cabaret; in seguito riuscirà a far assumere anche Charlot nella duplice veste di cameriere e cantante. Sarebbe la felicità se l'intervento della polizia, che vorrebbe portare la rafazza in orfanotrofio, non costringesse i due a una nuova fuga. Questa volta lontano dalla città, dai "tempi moderni", e con un motto di speranza: "Non darti per vinta, ce la caveremo".
venerdì 21 agosto 2009
CHARLES SPENCER CHAPLIN.
Charles Spencer Chaplin, KBE (Londra, 16 aprile 1889 – Corsier-sur-Vevey, 25 dicembre 1977), è stato un attore, regista, sceneggiatore, compositore e produttore britannico.
Autore di oltre novanta film, è stato uno dei più importanti registi della storia del cinema (in particolare dell'era del film muto) e probabilmente l'attore più famoso dagli albori del cinema hollywoodiano. È considerato uno dei più grandi artisti del XX secolo. L'AFI lo ha inserito al decimo posto nella classifica dei migliori venticinque attori di tutti i tempi.
Il personaggio attorno al quale costruì larga parte delle sue sceneggiature, e che gli diede fama universale, fu quello del "vagabondo" ("The Tramp" in inglese; "Charlot" in italiano, francese e spagnolo): un omino dalle raffinate maniere e la dignità di un gentiluomo, vestito di una stretta giacchetta, pantaloni e scarpe più grandi della sua misura, una bombetta e un bastone da passeggio in bambù; tipici del personaggio erano anche i baffetti e l'andatura ondeggiante. L'emotività sentimentale e il malinconico disincanto di fronte alla spietatezza e alle ingiustizie della società moderna, fecero di Charlot l'emblema dell'alienazione umana - in particolare delle classi sociali più emarginate - nell'era del progresso economico e industriale.
Autore di oltre novanta film, è stato uno dei più importanti registi della storia del cinema (in particolare dell'era del film muto) e probabilmente l'attore più famoso dagli albori del cinema hollywoodiano. È considerato uno dei più grandi artisti del XX secolo. L'AFI lo ha inserito al decimo posto nella classifica dei migliori venticinque attori di tutti i tempi.
Il personaggio attorno al quale costruì larga parte delle sue sceneggiature, e che gli diede fama universale, fu quello del "vagabondo" ("The Tramp" in inglese; "Charlot" in italiano, francese e spagnolo): un omino dalle raffinate maniere e la dignità di un gentiluomo, vestito di una stretta giacchetta, pantaloni e scarpe più grandi della sua misura, una bombetta e un bastone da passeggio in bambù; tipici del personaggio erano anche i baffetti e l'andatura ondeggiante. L'emotività sentimentale e il malinconico disincanto di fronte alla spietatezza e alle ingiustizie della società moderna, fecero di Charlot l'emblema dell'alienazione umana - in particolare delle classi sociali più emarginate - nell'era del progresso economico e industriale.
giovedì 20 agosto 2009
mercoledì 19 agosto 2009
Il Cinema Sonoro.
Il sonoro cinematografico nasce nei primi anni del XX secolo come sonoro non sincronizzato con le immagini cinematografiche. In tali anni infatti nasce la consuetudine, proseguita negli '20 del XX secolo, di accompagnare la proiezione del film con musica eseguita dal vivo solitamente da un pianista o da un organista ma a volte anche da un'orchestra.
Dalla metà degli anni '20 fino ai primi anni '30 del XX secolo si diffonde anche la pratica di utilizzare dei dischi fonografici per l'accompagnamento musicale. I dischi erano riprodotti da particolari grammofoni in grado di diffondere la musica in tutto il locale dove avveniva la proiezione.
Dalla metà degli anni '20 fino ai primi anni '30 del XX secolo si diffonde anche la pratica di utilizzare dei dischi fonografici per l'accompagnamento musicale. I dischi erano riprodotti da particolari grammofoni in grado di diffondere la musica in tutto il locale dove avveniva la proiezione.
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